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La lettera dei sindaci di Rotonda e Viggianello per ribadire il NO alla centrale del Mercure

20160121_131414_resizedIll.mi
– Signor Presidente della Repubblica Italiana
On.le Sergio Mattarella

– Presidente del Consiglio
Dott. Matteo Renzi

– Presidente della Giunta della Regione Basilicata
On.le Marcello Pittella

– Assessori e Consiglieri Regionali della Regione Basilicata

– Presidente della Giunta della Regione Calabria
On.le Mario Oliverio

– Assessori e Consiglieri Regionali della Regione Calabria

– Presidente del Parco Nazionale del Pollino
On.le Domenico Pappaterra

Al Sindaco
del Comune di Laino Borgo

– Vescovo della Diocesi di Tursi – Lagonegro
Mons. Vincenzo Carmine Orofino

– Vescovo della Diocesi di Cassano allo Jonio
Mons. Francesco Savino

– Presidente ENEL
Dott.ssa Maria Patrizia Grieco

– Amministratore Delegato ENEL
Ing. Francesco Starace

Alle Associazioni e Comitati interessati

– Organi di Informazione

LORO SEDI

Oggetto: Centrale ENEL della Valle del Mercure e Parco Nazionale del Pollino.

Signor Presidente, Onorevoli Destinatari,

le vicende relative alla vertenza sulla centrale Enel della Valle del Mercure hanno avuto inizio ormai quindici anni fa ed hanno visto, in tutti questi anni, l’incrollabile determinazione dei cittadini, delle Istituzioni democratiche, nonché delle Associazioni e Comitati ambientalisti lucani, calabresi e nazionali –uniti nel Forum “Stefano Gioia”-, nel difendere diritti ed interessi di tali popolazioni, in particolare delle Comunità maggiormente interessate e colpite dagli effetti del progetto messo in campo dall’Enel.

Non è inutile sottolineare ancora una volta come la vertenza riguardi una vecchia centrale elettrica di proprietà Enel -completamente chiusa dal 1997 e fino al gennaio scorso- la cui produzione energetica, tra l’altro non destinata al consumo locale, è giustificata da mero calcolo economico macroscopicamente confliggente con tutto il mondo che la circonda.

L’area dove sorge la centrale, ricadente nel territorio del comune di Laino Borgo e confinante con le comunità di Rotonda e Viggianello, è di eccezionale pregio naturalistico, essendo ricompresa oltre che totalmente all’interno del Parco Nazionale del Pollino (di recente Patrimonio dell’UNESCO) anche nella Zona di Protezione Speciale (ZPS) e adiacente a Siti di Interesse Comunitario (SIC).

Ci viene perciò spontaneo chiederci come possa essere stato anche solo immaginato un progetto industriale di così evidente e negativo impatto ambientale e cosa spinga l’Enel a insistere oltre ogni ragionevole limite, attese anche le bocciature che lo stesso ha fin qui collezionato e la mobilitazione popolare più volte sfociata in imponenti manifestazioni di opposizione alla riapertura della centrale.

Siamo fiduciosi che l’udienza del 12 ottobre prossimo, presso il TAR di Catanzaro, sancirà per la terza volta l’illegittimità del progetto e quindi dell’autorizzazione improvvidamente concessa dalla Regione Calabria.

Ma siamo in ogni caso assolutamente determinati a sostenere le nostre ragioni e difendere i diritti delle popolazioni che rappresentiamo, in ogni ambito legale e attraverso l’azione politica e la partecipazione popolare fino al raggiungimento dell’immancabile obiettivo che la nostra gente ci chiede e ci sollecita.

Troppo evidente, grave, diretto, è infatti il danno che i nostri cittadini subiscono dal funzionamento della centrale, sia dal punto di vista sanitario che sotto l’aspetto economico ed occupazionale.

Questi sono alcuni dei motivi principali per i quali i le nostre comunità non hanno ritenuto di aderire all’Accordo di Compensazione sottoscritto presso il MISE nel gennaio 2014, tra Enel e Regioni Calabria e Basilicata, alcuni Comuni dell’area (tutti ben più distanti dalla centrale rispetto a Rotonda e Viggianello, alcuni del tutto estranei all’area), i Sindacati confederali e l’Ente Parco Nazionale del Pollino (nonostante la contrarietà dei Vertici tecnici dell’Ente più volte ed in ogni sede ribadita).

E a tal proposito vogliamo qui chiedere a tutti i firmatari dell’accordo una solidarietà che è fin qui mancata e una conseguente rivalutazione delle scelte fatte in precedenza.

Anche l’Osservatorio Ambientale , organismo finanziato direttamente dall’ENEL, i cui membri sono i rappresentanti di quegli Enti che hanno aderito all’Accordo di Compensazione, a nostro parere non offre la necessaria autorevolezza scientifica né l’autonomia di giudizio che avrebbe al contrario garantito la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) poiché, è del tutto evidente come, sotto vari aspetti, controllato e controllore coincidano.

Il progetto, infatti, è privo di ogni valutazione sanitaria sulle ricadute per la salute umana delle attività connesse al funzionamento della centrale.

Elemento questo che ha indotto organismi scientifici internazionali oltre che il Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Potenza ad avanzare già nell’estate del 2014 la richiesta di una VIS, a centrale spenta.

Anche dal punto di vista degli aspetti tecnico-scientifici, l’Osservatorio Ambientale appare avere compiti vaghi e, nella migliore delle ipotesi, di mera duplicazione di attività già svolte da Enti pubblici (ARPA, ASL, ecc.). Lo stesso Responsabile Tecnico Scientifico appare avere un ruolo del tutto marginale poiché relegato a compiti unicamente consultivi e senza alcun potere decisionale.

Siamo convinti che lo sviluppo economico e il lavoro, la cui penuria rappresenta una piaga che pretende attenzioni e soluzioni vere, non possano che passare attraverso politiche chiare, coerenti e in totale sintonia con la vocazione territoriale, da tutti riconosciuta, di questa terra di straordinaria bellezza.

E proprio l’aspetto occupazionale rappresenta un ulteriore elemento che motiva la nostra opposizione alla centrale del Mercure. Esso è, infatti, assai esiguo e del tutto ridimensionato, rispetto ai roboanti numeri pubblicizzati, mentre, al contrario, centinaia sono quelli a rischio o già perduti, collegati alle attività turistiche, ambientali ed eno-gastronomiche.

L’ipotesi di una coesistenza tra un insediamento industriale di simili proporzioni (41 MW) e l’area protetta del Parco del Pollino è, perciò, con ogni evidenza, completamente destituita da ogni fondamento, oltre che in contrasto con l’apposito Regolamento del Piano del Parco Nazionale del Pollino, che non consente di autorizzare impianti eccedenti i 3 MW ed impone l’utilizzo di biomasse provenienti da attività agricole e forestali entro un raggio di 50 km dall’impianto (filiera corta del Parco).

A conclusione di questo documento chiediamo serenità e sicurezza per le nostre popolazioni. Da parte nostra, in qualità di loro rappresentanti, democraticamente eletti, ci impegniamo a continuare a sostenere i loro legittimi interessi e i loro sacrosanti diritti per la tutela dei quali chiediamo la collaborazione e l’appoggio di Voi tutti.

IL SINDACO DEL COMUNE DI ROTONDA
Rocco BRUNO

IL SINDACO DEL COMUNE DI VIGGIANELLO
Antonio RIZZO

Il Presidente Pappaterra, i conflitti di interesse e l’arroganza dell’Enel in una interrogazione parlamentare

pappaterraLungi dall’essere terminata, come l’Enel e i suoi “amici” speravano, anche per la non casuale concomitanza con la pausa estiva, la scandalosa vicenda dell’Osservatorio Ambientale riguardante la centrale Enel della Valle del Mercure, approda in Parlamento. E lo fa attraverso una analitica interrogazione indirizzata ai Ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico dall’on.le Paolo Parentela, portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle. Il quale, tra l’altro, lamenta addirittura l’impossibilità di avere alcuni documenti relativi alla centrale del Mercure.

Nell’interrogazione, l’on.le Parentela focalizza i numerosi punti di una vicenda che sa di collusione e sudditanza, di accordi prevaricatori fatti sulla pelle delle popolazioni e a loro insaputa, di conflitti di interessi grossi come inamovibili macigni e trattati alla stregua di irrilevanti sassolini.

Infatti, l’Osservatorio Ambientale dell’Enel -utile soltanto all’Enel – sarà “accolto” nella già angusta sede dell’Ente Parco di Castrovillari, mentre -udite!, udite!- al Presidente del Parco, Pappaterra, toccherà anche la… Presidenza del Consiglio di Amministrazione che –in perfetto stile aziendale –governerà questo organismo.
Un organismo, questo Osservatorio, che di fatto avalla la presenza di una centrale che sta tentando di “uccidere” il Parco Nazionale più grande –e più bello- d’Italia.
Alla faccia dei conflitti di interesse!!!!
Sarebbe eticamente necessario che Pappaterra decidesse quale Presidenza gli interessa: quella del Parco o quella di un organismo che del Parco del Pollino è nemico giurato.
Non è tollerabile stare con un piede in due scarpe che…vanno in direzioni opposte.

L’interrogazione chiarisce, inoltre, l’inutilità scientifica dell’Osservatorio, la sua subordinazione alle decisioni di un Consiglio di Amministrazione che detta al presunto e irrilevante “scienziato” che dovrebbe presiedere l’Osservatorio stesso, cosa fare e cosa non fare; addirittura quando dare pareri e quando stare in devoto silenzio. Con un ruolo unicamente consultivo, evidentemente per blindare –evitando ogni possibile, anche se assai improbabile dissenso interno- uno strumento che vivrà solo grazie ai soldi dell’Enel (100.000 euro l’anno stanziati per il suo funzionamento dall’Azienda elettrica) e sotto il controllo di rappresentanti di Enti e Istituzioni (Comuni firmatari dell’Accordo di Compensazione, Ente Parco, Regioni Calabria e Basilicata) lautamente “indennizzati” dall’Enel stessa, per un totale di oltre 14 milioni di euro in otto anni.

Ma nessuno si illuda, agosto o non agosto, la mobilitazione contro la centrale del Mercure continua ad oltranza. E’ solo questione di (poco) tempo. Il mostro del Mercure chiuderà i battenti, smettendo di aggredire un ambiente incontaminato e con esso i diritti e gli interessi della popolazione della Valle.

31 Luglio 2016

Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e
lucani per la tutela della Legalità e del Territorio

Interrogazione parlamentare sull’Osservatorio Ambientale del Mercure dell’On. Parentela (M5S)

paolo-parentelaPARENTELA. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute . — Per sapere –
premesso che:
la centrale del Mercure, oggetto di tre atti di sindacato ispettivo a firma
del’interrogante ad oggi senza risposta, è in attività grazie ad una autorizzazione
rilasciata dalla Regione Calabria il 24.11.2015 –decreto n. 13359 – che prevede
l’osservanza di tutta una serie di prescrizioni vincolanti. L’Ente Parco, su iniziativa
del dr. Ferdinando Laghi, componente del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del
Pollino, ha da tempo sollecitato ad Enel assicurazioni circa l’avvenuto adempimento
di tali prescrizioni, nonché una audizione della stessa Enel, ad oggi ancora priva di
riscontro, presso il Consiglio Direttivo per avere delucidazioni su tale ottemperanza
oltre che su aspetti ulteriori riguardanti il funzionamento della centrale;
A Castrovillari (CS), il 25 luglio scorso, si è tenuto il Consiglio Direttivo dell’Ente
Parco Nazionale del Pollino nel quale, tra gli altri ordini del giorno, si è discussa
l’approvazione dello statuto dell’Osservatorio ambientale sull’attività della centrale
Enel del Mercure nonostante la seduta fosse stata preceduta dalla consegna da parte
del dr. Laghi di richiesta di rinvio per mancato rispetto dei termini di convocazione
oltre che per incompleto inoltro della documentazione relativa ai vari punti. La seduta
si è svolta ugualmente con la giustificazione di una convocazione di urgenza non
formalizzata, tuttavia, per tempo, come la prassi richiede;
l’impletazione di un progetto «vede i componenti dell’osservatorio legati a Enel da un
doppio filo: innanzitutto perché «è finanziato dalla stessa Enel con 100 mila euro
all’anno per otto anni; e poi perché l’associazione è composta da coloro i quali
ricevono da Enel i soldi previsti dall’accordo, ovvero 750 mila euro una tantum per le
regioni Calabria e Basilicata e 1 milione e 100 mila euro per otto anni per i comuni».
Al Parco andranno (art.7 Accordo di Compensazione) 500.000 euro l’anno per otto
anni. Ciò genera una situazione nella quale il «controllore coincide con il controllato».
Tutto ciò, ovviamente, rende risibile ogni pretesa di indipendenza dell’Associazione
(alias Osservatorio Ambientale), in quanto è difficile immaginare che Enel operi
investimenti economici di tale rilievo che possano ritorcersi contro i propri interessi.
A quanto sinora asserito si aggiunga che l’Osservatorio pagato da Enel sarebbe
ospitato nella sede dell’Ente Parco il cui Presidente per statuto diverrebbe anche il
Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Osservatorio;\
il vicepresidente di Isde Italia, partendo dal presupposto rappresentato dal parere
negativo sull’impianto espresso dal direttore, ha chiesto notizie sulla deroga al piano
del Parco che prevede che all’interno del suo territorio una «centrale elettrica abbia la
potenza inferiore ai 3 MW e non gli attuali 41 MW». Il primario lamenta, altresì,
«un’assoluta marginalità del direttore dell’osservatorio, cui lo statuto conferisce solo
meri poteri consultivi, non vincolanti e senza alcun potere decisionale». Proprio per
questo «dubita che una personalità di assoluto prestigio si presti a ricoprire un
incarico, per un ente per giunta sub giudice, senza alcun potere concreto in quanto non
avrà autorità né autorevolezza»;
un altro aspetto su cui il rappresentante del Forum “Stefano Gioia” chiede spiegazioni
ha riguardato il controllo a campione delle biomasse, ricordando che il «quantitativo
introdotto all’interno del Parco porta con sé una serie di specie animali e vegetali
alloctone che vanno sicuramente a ledere le biodirvesità». Citando gli esempi «di
funghi e zanzara tigre non certo appartenenti alle specie autoctone (alcuni parlano
anche della xylella e del punteruolo rosso n.d.r.)», ma «introdotti nell’ecosistema
locale proprio dal trasporto del ceppato proveniente da chissà dove, perchè è
impossibile reperire nelle zona, o nell’intero Mezzogiorno, la biomassa necessaria ad
alimentare l’impianto» ;
la costituzione dell’Osservatorio ambientale, collide, irrimediabilmente, con il
dissenso espresso dall’organo tecnico-gestionale (Direttore Ente Parco) dello stesso
ente che ora si fa promotore della costituzione dell’osservatorio, avvalorando e
prestando pericolosa acquiescenza ad una situazione di fatto (funzionamento della
centrale in spregio delle condizioni poste alla riattivazione) su cui pendono ricorsi ed
esposti giudiziari. Il provvedimento autorizzativo è sub judice in quanto verrà
esaminato dal TAR di Catanzaro il prossimo ottobre;
l’Osservatorio Ambientale è stato definito «uno specchietto per le allodole». A parere
dell’interrogante bisognerebbe valutare l’iniziativa nell’ottica dei vantaggi per le
popolazioni coinvolte in termini di difesa dei Beni Comuni quali Ambiente, Salute,
Occupazione mentre, invece, si assiste alla solita dipendenza dai potentati politico
economici
un simile organismo per come è stato concepito e organizzato non ha alcuna
attendibilità nè rilevanza tecnico-scientifica. La sua attività risulterebbe un mero
duplicato di quanto già viene svolto da Enti istituzionali (come ad esempio le ARPA).
Se si ritiene che l’attività e, ancor prima, l’opportunità della presenza della centrale
Enel debba essere tecnicamente valutata – per la tutela della salute delle popolazioni
della Valle del Mercure e della biodiversità del Parco del Pollino- un mezzo realmente
efficace è quello della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS), strumento potente e
universalmente ritenuto adeguato in casi del genere, non solo per l’aspetto sanitario,
ma anche per quello di impatto generale, ivi compreso quello ambientale ed
economico, nonché, inoltre, in ambito di programmazione economica. E una VIS,
ovviamente a centrale ferma, è stata esplicitamente richiesta già da circa 2 anni
dall’allora Presidente dell’Ordine dei Medici della Regione Basilicata, oltre che da
Società scientifiche Internazionali, riconosciute dall’OMS (ISDE Internazionale) -:
quale sia l’opinione dei Ministri in merito alla vicenda riportata nelle premesse e se
non ritengano opportuno che venga sospesa ogni attività valutativa concernente la
centrale prima dell’audizione dell’Enel e procrastinata la valutazione degli
adempimenti relativi all’Osservatorio Ambientale a dopo il pronunciamento del TAR.
se non ritengano che, per sanare il conflitto di interesse in essere, sia opportuno che
Enel non finanzi l’osservatorio, ma che siano tutti gli associati a partecipare, in
proporzione ai propri bilanci provvedendo alla costituzione di una Commissione VIS
che, a centrale ferma, avvii la procedura valutativa;
se non intenda garantire piena conoscenza ai deputati che ne facciano richiesta della
relazione del Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del
Consiglio dei ministri, protocollo DICA – AC – n. 687 del 6 maggio 2015 o, in caso
di diniego, quali siano i fattori ostativi che non consentano di ottemperare alla
richiesta.
Camera dei Deputati

On. Paolo Parentela

La farsa è iniziata

fra-cristoforoIeri è stato approvato nella sede del Parco a Castrovillari lo Statuto definitivo dell’Osservatorio ambientale voluto dal duo P&P (Pappaterra – Pittella) con i Consigli dei Comuni compresi quelli di Lauria, patria del Governatore Pittella. Osservatorio ambientale : che bella Parola avrebbe detto un famoso comico di un tempo senza sapere che è appunto solo una bella parola. Riporto qui un brano del Comunicato stampa del Forum Stefano Gioia sulla vergognosa farsa andata in onda.
Un finto Osservatorio per un problema reale. Reale e grave, che nasce per dare ad Enel, con una dimostrazione di devota e meschina subordinazione, un’arma in più, in prossimità dell’udienza del TAR che deciderà sulla legittimità dell’autorizzazione rilasciata colpevolmente dalla Regione Calabria. Finto perché è, in pratica, un inutilissimo strumento che dovrebbe confusamente replicare controlli già svolti da Enti pubblici. Scandalosamente finto, perché lo Statuto approvato prevede un Osservatorio di tipo…aziendale, con un Consiglio di Amministrazione -che decide tutto-, costituito dai rappresentanti di Enti e Istituzioni che prendono soldi da Enel, quelli delle cosiddette “compensazioni”. Mentre il famoso Responsabile Tecnico-scientifico sbandierato come figura fondamentale, è in realtà una…figurina assolutamente secondaria, puramente ornamentale, senza alcun potere decisionale, cui spetta il ruolo di semplice esecutore di quanto disposto dal Consiglio di Amministrazione. Sarà interessante vedere chi, per puro interesse economico, venderà il proprio nome, per essere mortificato pubblicamente in una struttura al soldo di Enel .
A che cosa serve un Osservatorio che non divulga i dati che sono riservati ai solo componenti del Consiglio di Amministrazione? E cosa conteranno i due Sindaci presenti di fronte al silenzio interessato di tanti altri? Il Consiglio di Amministrazione composto di sette membri presieduto dal factotum Presidente del Parco sta li per dire ancora una volta che va tutto bene, che i dati dell’Enel sono Vangelo e che possiamo tranquilli respirare le micro particelle tanto c’è mamma Enel che sana tutto con i suoi 100 mila euro all’anno. Sventolano davanti ai vostri occhi i 100 mila euro all’anno come davanti agli occhi degli indigeni le perline dei primi esploratori, arrivati in terre sconosciute; così in fondo l’Enel ci qualificava in una relazione del 2007 quando chiamava i nostri paesi “villaggi” Eh si,il Presidente del Parco ha ridotto i suoi concittadini e tutti noi: Indigeni di un villaggio incapaci di ragionare con la propria testa(mi perdonino gli indigeni) e sudditi di una multinazionale che fa solo profitti. MI auguro che “Verrà un giorno” pure per Lei, , mi riferisco alla famosa frase pronunciata da Fra Cristoforo a Don Rodrigo ne I Promessi Sposi in cui capirà che i forsennati ambientalisti , i pazzi, che non volevano il suo Osservatorio, erano persone libere con la schiena diritta. Conclude il Forum. Nel ruolo di Presidente del famigerato Osservatorio, ci sarà… addirittura il Presidente del Parco, Pappaterra. Insomma controllati che controllano i controllori e conflitti di interesse come se piovesse. Basta! E che il Presidente Pappaterra decida definitivamente da che parte stare: con il Parco o contro di esso!
A me pare evidente che il Caro Presidente sia contro il Parco e contro i cittadini della Valle del Mercure che continuano a respirare ( LO RICORDO A TUTTI) anidride solforosa, ossidi di azoto , diossina e particolato. Una splendida miscela che l’Osservatorio voluto da P&P e pagato da Enel renderà innocua. EVVIVA!

Comitato LASTA

“Forum Stefano Gioia”

Mercure: alla vergogna non c’è limite

13754222_10153751770005418_3422466001876081895_nUn’altra scandalosa pagina si aggiunge alla oscura vicenda della Centrale Enel della Valle del Mercure. Il Consiglio Direttivo del Parco del Pollino ha approvato, a maggioranza, lo Statuto dell’Osservatorio Ambientale previsto dagli accordi sottoscritti, a suo tempo, al Ministero dello Sviluppo Economico tra gli “amici” dell’Enel e l’Enel stessa.
Un finto Osservatorio per un problema reale. Reale e grave, che nasce per dare ad Enel, con una dimostrazione di devota e meschina subordinazione, un’arma in più, in prossimità dell’udienza del TAR che deciderà sulla legittimità dell’autorizzazione rilasciata colpevolmente dalla Regione Calabria. Finto perché è, in pratica, un inutilissimo strumento che dovrebbe confusamente replicare controlli già svolti da Enti pubblici. Scandalosamente finto, perché lo Statuto approvato prevede un Osservatorio di tipo…aziendale, con un Consiglio di Amministrazione -che decide tutto-, costituito dai rappresentanti di Enti e Istituzioni che prendono soldi da Enel, quelli delle cosiddette “compensazioni”. Mentre il famoso Responsabile Tecnico-scientifico sbandierato come figura fondamentale, è in realtà una…figurina assolutamente secondaria, puramente ornamentale, senza alcun potere decisionale, cui spetta il ruolo di semplice esecutore di quanto disposto dal Consiglio di Amministrazione. Sarà interessante vedere chi, per puro interesse economico, venderà il proprio nome, per essere mortificato pubblicamente in una struttura al soldo di Enel. Perché di questo si tratta: una struttura creata con i soldi di Enel (che ha stanziato per il “funzionamento” 100.000 euro l’anno) con all’interno i suoi “amici”, riccamente indennizzati con le “compensazioni”. Anche quelli che, con la valle del Mercure e i miasmi della centrale, nulla hanno a che fare (vedi i comuni di Lauria -patria dei Pittella brothers !- e Papasidero). Mentre i comuni realmente colpiti –Viggianello e Rotonda- hanno ritenuto e ritengono che i loro territori e la salute dei loro cittadini non siano in vendita. Ma la cosa forse più scandalosa di questa che, se non fosse una tragedia giocata sulla pelle del Parco e delle persone che vi abitano, sarebbe una formidabile farsa, è rappresentata dal fatto –gravissimo- che l’Enel mette fisicamente e ufficialmente piede nel Parco Nazionale del Pollino, entrandovi in maniera padronale. Infatti la sede di questo risibile organismo sarà…proprio la sede dell’Ente Parco e, nel ruolo di Presidente del famigerato Osservatorio, ci sarà… addirittura il Presidente del Parco, Pappaterra. Insomma controllati che controllano i controllori e conflitti di interesse come se piovesse. Basta! E che il Presidente Pappaterra decida definitivamente da che parte stare: con il Parco o contro di esso!
26 luglio 2016
Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio

“Parco del Pollino: Geosito UNESCO o locale di servizio per la centrale Enel del Mercure ?”

20160704_105104Si chiude oggi l’8° Workshop Italiano dei Geoparchi Mondiali dell’Unesco che, quest’anno è stato ospitato dal Parco Nazionale del Pollino. Occasione importante per discutere con le altre, analoghe realtà italiane e per verificare, ancora una volta, come la tutela della Natura sia non soltanto opera meritoria, utile per la salute, oltre che per l’Ambiente, ma anche volano certo di sviluppo economico.
Inutile dire che gli itinerari previsti per i tanti illustri e graditi ospiti sono stati accuratamente “disegnati” per evitare anche la semplice vista di quell’obbrobrio, brutto e pericoloso per occupazione, ambiente e salute, che è la Centrale Enel della Valle del Mercure.
Un’ ”opera” di cui il Parco, ed in primo luogo il Presidente Pappaterra, sostenitore dell’impianto, devono solo vergognarsi, ma che certo non basta celare occasionalmente alla vista per eliminarne brutture e pericoli.
Ma a sanare questa deplorevole “dimenticanza” ci ha pensato il Forum “Stefano Gioia”, che ha consegnato ai partecipanti della Tavola Rotonda svoltasi a Mormanno, un documento in cui è stata sinteticamente illustrata la storia dell’aggressione dell’Enel alla valle del Mercure.
All’interno del documento è stata anche inclusa una parte della newsletter della Fondazione Culturale Responsabilità Etica (Fcre-Banca Etica) –Action !, diffusa a livello internazionale- in cui è stato riportato l’intervento del Forum “Stefano Gioia” all’Assemblea degli Azionisti Enel tenutasi a Roma lo scorso 26 maggio.
A concludere il documento, una riflessione generale sullo scriteriato utilizzo delle biomasse e sulla centrale del Mercure in particolare, a firma del prof Franco Tassi – naturalista di fama internazionale, Coordinatore del Comitato Parchi Nazionali e già Presidente del Parco d’Abruzzo.
E mentre alcuni attivisti del Forum consegnavano il documento agli ospiti, altri, con la consueta dignità e fermezza, hanno srotolato, in rigoroso silenzio, l’ormai storico striscione che da oltre 10 anni accompagna le nostre manifestazioni: “LA CENTRALE UCCIDE IL PARCO”.
Peccato che anche in questa occasione il Presidente Pappaterra non abbia inteso dare ai sorpresissimi ospiti, alcuna spiegazione sull’argomento, forse perché, ormai, non sa davvero più che pesci prendere. Poco male, nessuno ci contava, raggiungeremo comunque il nostro obiettivo e la meta appare sempre più vicina: la centrale del Mercure smetterà presto di spandere i suoi veleni sulla valle del Mercure!
6 luglio 2016

Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio