Ennesima aggressione al Parco del Pollino

Il taglio illegale di ben 113 piante di proprietà del Comune di Morano Calabro, in un’area (messa sotto sequestro dalle Forze dell’Ordine) interna al Parco Nazionale del Pollino è una cosa gravissima e inquietante. Gravissima perché è andato distrutto un patrimonio comune e con esso uno scorcio paesaggistico ed ambientale di grandissimo valore. Inquietante perché quanto successo pone interrogativi e conferma timori. Anzitutto, come è possibile tagliare così tanti alberi, addirittura in un’area protetta, senza che nessuno se ne accorga ? E l’Ente Parco Nazionale del Pollino non potrebbe -o non dovrebbe- vigilare meglio ? Quali sono le iniziative che, sempre il Parco, ha varato per evitare non soltanto i tagli boschivi illegali, ma per minimizzare –con gli appositi indennizzi- anche quelli dei privati che, comunque, di fatto, danneggiano un Bene Comune ? E, infine, dove vanno a finire queste migliaia di tonnellate di legname se non ad alimentare il mercato –legale e illegale- delle biomasse ? Come Forum che riunisce Associazioni e Comitati calabresi e lucani che da quindici anni si battono contro l’ecomostro della centrale Enel della valle del Mercure, ci viene, inoltre, naturale chiederci quale ruolo giochi, in tutto questo, la presenza, nel cuore del Parco, di una mega centrale che ogni anno divora 340.000 (!) tonnellate di alberi. E, a tal proposito, vogliamo denunciare pubblicamente, ancora una volta, il grave comportamento dell’Enel che, con sfacciata evidenza, continua a non onorare gli impegni che aveva sottoscritto. Nello specifico, continua a non comunicare l’aggiornamento proprio della lista dei fornitori delle biomasse e le quantità, la provenienza, la natura delle biomasse stesse. Certamente l’argomento è di quelli potenzialmente imbarazzanti, dopo le polemiche sorte, addirittura a livello nazionale, sulle possibili infiltrazioni della malavita organizzata tra i fornitori dell’Enel e dopo che, nel giugno 2015 , il titolare di una ditta fornitrice è stato ucciso in un agguato giudicato da molti organi di informazione di stampo mafioso. Il tutto nel silenzio di quanti (Regioni Calabria e Basilicata, Ente Parco, Comuni, Sindacati) sono pronti a incassare i benefici –economici e non- derivanti dal famoso e famigerato “Accordo di Compensazione” siglato con l’Enel, ma sono assai meno solleciti a pretendere il rispetto di impegni presi.
15 marzo 2017
Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio

NO alla Centrale del Mercure ora e sempre

14991100_1044945972295609_2403230610135363055_oIl comitato Lasta di Laino Borgo con questo comunicato riafferma con forza il suo NO alla Centrale del Mercure e al finto dialogo- sceneggiata che Enel mette in campo. Ieri 10 novembre 2016 si è tenuta al parco un’audizione richiesta molto tempo fa dal Consigliere Dr. Laghi, rappresentante delle Associazioni ambientaliste in seno al Consiglio, in cui l’Enel avrebbe dovuto rispondere alle domande poste dal suo interlocutore sulle prescrizioni imposte, a nostro parere, in gran parte non rispettate, e sul funzionamento della centrale. L’Enel ha invece inscenato il suo teatrino con slide in cui ha riproposto la solita canzone: quanto’è bella la centrale e quanto bene fa a questo territorio. Il dr. Laghi ha interloquito con la signorilità che lo contraddistingue e in un secondo tempo ha posto quasi 100 domande con determinazione e coraggio a un Enel che sorda non ha risposto in quella sede. La scrivente avrebbe perso più volte la pazienza di fronte alle risposte evasive e arroganti di Enel che al contrario di quanto sostiene il Presidente Pappaterra non è in grado di sostenere nessun confronto e dialogo con nessuno perché il suo atteggiamento è da sempre : io, multinazionale sono in questo territorio, pago i soldi delle compensazioni e questo basta. Non importa che noi respiriamo il particolato ultrafine che nessun filtro può fermare , che il legname provenga non da filiera corta e, che non ci sia la valutazione di impatto ambientale scaduta da tempo , che le centraline siano ubicate per convenienza dell’Enel dove pare a loro. Al Presidente Pappaterra non importa che la centrale sia in una zona ad altissima protezione SIC e ZPS non importa il patrimonio Unesco, cerca in tutti i modi con la melassa che spalma sulle sue parole di far coabitare il diavolo e l’acqua santa. A conclusione dell’incontro , dopo aver riaffermato la sua grandissima amicizia con il dr. Laghi , come se questo potesse mettere a tacere l’opposizione dello stesso, più vote ribadita, alla centrale, ha concluso sostenendo la bontà dell’Osservatorio ambientale con la grande personalità scientifica che dovrebbe tutelare la nostra salute e che verrà a dirci che la centrale è compatibile col parco Non ricordava in quel momento che la personalità scientifica è pagata da Enel, ha solo potere consultivo e che non può tutelare proprio nulla con una centrale a 41 megawatt che inquina il territorio. Sempre come ciliegina sulla torta il Presidente Pappaterra ha sostenuto che i soldi dati da Enel al Parco per l’Osservatorio ambientale (altri soldi) saranno utilizzati per difendere l’ambiente , la lontra e la biodiversità che sta a tanto a cuore al dr. Laghi e a noi ambientalisti. Qualunque persona di media intelligenza capirebbe che c’è in tutto questo un disegno aberrante: usare i soldi di chi distrugge la natura per tutelare la natura. Ma Presidente la smetta una buona volta di affermare assurdità… La centrale in un Parco non può stare : lo dice la legge e anche il Parco sebbene Lei finga di dimenticarlo alla ricerca di dialoghi inesistenti tra l’Enel e noi comitati che combattiamo questa battaglia e la combatteremo sempre al di là delle sue vane mistificatrici parole.
Laino Borgo 11-11-2016

Comitato LASTA aderente al Forum Stefano Gioia

“Facciamo il punto” sulla centrale ENEL della Valle del Mercure

2016-11-08-convegno-mercure-8-novembre-finaleDomani martedì 8 novembre alle ore 18 presso il Palazzo di Città in piazza Municipio si terrà un Convegno dal titolo: “Centrale del Mercure e Parco del Pollino. Una convivenza…innaturale”. Il convegno è stato organizzato dal Forum “Stefano Gioia” -che riunisce Associazioni e Comitati ambientalisti calabresi e lucani-, e da Associazioni ambientaliste nazionali quali il Forum Ambientalista Nazionale, Italia Nostra e WWF.
Scopo del Convegno è quello di “fare il punto” sul problema della centrale del Mercure, all’indomani della udienza del TAR di Catanzaro che deve pronunciarsi sulla regolarità amministrativa della autorizzazione –la terza, dopo la bocciatura delle due precedenti- rilasciata dalla Regione Calabria, in virtù della quale la centrale è entrata in funzione dal gennaio di quest’anno.
Le relazioni faranno una panoramica sui vari aspetti che del progetto dell’Enel che tante proteste e mobilitazioni popolari ha sollevato nel corso di una vertenza che dura ormai da quindici anni.
Si parlerà degli aspetti sanitari e legali; del rischio di infiltrazioni criminali; di lavoro e occupazione e, infine, ma non certo da ultimo, dell’impatto che la centrale ha sull’ambiente prezioso e delicato del Parco del Pollino – nel cui cuore si trova- e sulla minaccia alle sue biodiversità.
A coordinare i lavori sarà Francesco Saccomanno -del Forum Ambientalista Nazionale- mentre a relazionare interverranno i Sindaci Rocco Bruno e Antonio Rizzo – dei comuni di Rotonda e Viggianello, i più colpiti dall’impatto della centrale- che,come le Associazioni ambientaliste, hanno promosso azione legale nei confronti del progetto dell’Enel, azione patrocinata dell’avvocato Enzo Bonafine; Sabrina Garofalo, ricercatrice universitaria precaria, che della vicenda ha seguito importanti aspetti sociali; Antonietta Lauria, portavoce del Forum “Stefano Gioia”; Marcello Nardi, che con l’avvocato Angelo Calzone patrocina l’azione legale promossa delle Associazioni ambientaliste; Ferdinando Laghi, componente del Consiglio Direttivo del Parco del Pollino e vice Presidente Nazionale dell’Associazione Medici per l’Ambiente.
Le conclusioni, anche alla luce dell’Enciclica di Papa Francesco- “Laudato si’”- che tanta eco ha suscitato in tutto il mondo, saranno affidate al Vescovo di Cassano Jonio, S.E. Mons. Francesco Savino.

Castrovillari 7 novembre 2016

FORUM “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio

Il Presidente Pappaterra, i conflitti di interesse e l’arroganza dell’Enel in una interrogazione parlamentare

pappaterraLungi dall’essere terminata, come l’Enel e i suoi “amici” speravano, anche per la non casuale concomitanza con la pausa estiva, la scandalosa vicenda dell’Osservatorio Ambientale riguardante la centrale Enel della Valle del Mercure, approda in Parlamento. E lo fa attraverso una analitica interrogazione indirizzata ai Ministri dell’Ambiente, della Salute e dello Sviluppo Economico dall’on.le Paolo Parentela, portavoce alla Camera del Movimento 5 Stelle. Il quale, tra l’altro, lamenta addirittura l’impossibilità di avere alcuni documenti relativi alla centrale del Mercure.

Nell’interrogazione, l’on.le Parentela focalizza i numerosi punti di una vicenda che sa di collusione e sudditanza, di accordi prevaricatori fatti sulla pelle delle popolazioni e a loro insaputa, di conflitti di interessi grossi come inamovibili macigni e trattati alla stregua di irrilevanti sassolini.

Infatti, l’Osservatorio Ambientale dell’Enel -utile soltanto all’Enel – sarà “accolto” nella già angusta sede dell’Ente Parco di Castrovillari, mentre -udite!, udite!- al Presidente del Parco, Pappaterra, toccherà anche la… Presidenza del Consiglio di Amministrazione che –in perfetto stile aziendale –governerà questo organismo.
Un organismo, questo Osservatorio, che di fatto avalla la presenza di una centrale che sta tentando di “uccidere” il Parco Nazionale più grande –e più bello- d’Italia.
Alla faccia dei conflitti di interesse!!!!
Sarebbe eticamente necessario che Pappaterra decidesse quale Presidenza gli interessa: quella del Parco o quella di un organismo che del Parco del Pollino è nemico giurato.
Non è tollerabile stare con un piede in due scarpe che…vanno in direzioni opposte.

L’interrogazione chiarisce, inoltre, l’inutilità scientifica dell’Osservatorio, la sua subordinazione alle decisioni di un Consiglio di Amministrazione che detta al presunto e irrilevante “scienziato” che dovrebbe presiedere l’Osservatorio stesso, cosa fare e cosa non fare; addirittura quando dare pareri e quando stare in devoto silenzio. Con un ruolo unicamente consultivo, evidentemente per blindare –evitando ogni possibile, anche se assai improbabile dissenso interno- uno strumento che vivrà solo grazie ai soldi dell’Enel (100.000 euro l’anno stanziati per il suo funzionamento dall’Azienda elettrica) e sotto il controllo di rappresentanti di Enti e Istituzioni (Comuni firmatari dell’Accordo di Compensazione, Ente Parco, Regioni Calabria e Basilicata) lautamente “indennizzati” dall’Enel stessa, per un totale di oltre 14 milioni di euro in otto anni.

Ma nessuno si illuda, agosto o non agosto, la mobilitazione contro la centrale del Mercure continua ad oltranza. E’ solo questione di (poco) tempo. Il mostro del Mercure chiuderà i battenti, smettendo di aggredire un ambiente incontaminato e con esso i diritti e gli interessi della popolazione della Valle.

31 Luglio 2016

Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e
lucani per la tutela della Legalità e del Territorio

Mercure: alla vergogna non c’è limite

13754222_10153751770005418_3422466001876081895_nUn’altra scandalosa pagina si aggiunge alla oscura vicenda della Centrale Enel della Valle del Mercure. Il Consiglio Direttivo del Parco del Pollino ha approvato, a maggioranza, lo Statuto dell’Osservatorio Ambientale previsto dagli accordi sottoscritti, a suo tempo, al Ministero dello Sviluppo Economico tra gli “amici” dell’Enel e l’Enel stessa.
Un finto Osservatorio per un problema reale. Reale e grave, che nasce per dare ad Enel, con una dimostrazione di devota e meschina subordinazione, un’arma in più, in prossimità dell’udienza del TAR che deciderà sulla legittimità dell’autorizzazione rilasciata colpevolmente dalla Regione Calabria. Finto perché è, in pratica, un inutilissimo strumento che dovrebbe confusamente replicare controlli già svolti da Enti pubblici. Scandalosamente finto, perché lo Statuto approvato prevede un Osservatorio di tipo…aziendale, con un Consiglio di Amministrazione -che decide tutto-, costituito dai rappresentanti di Enti e Istituzioni che prendono soldi da Enel, quelli delle cosiddette “compensazioni”. Mentre il famoso Responsabile Tecnico-scientifico sbandierato come figura fondamentale, è in realtà una…figurina assolutamente secondaria, puramente ornamentale, senza alcun potere decisionale, cui spetta il ruolo di semplice esecutore di quanto disposto dal Consiglio di Amministrazione. Sarà interessante vedere chi, per puro interesse economico, venderà il proprio nome, per essere mortificato pubblicamente in una struttura al soldo di Enel. Perché di questo si tratta: una struttura creata con i soldi di Enel (che ha stanziato per il “funzionamento” 100.000 euro l’anno) con all’interno i suoi “amici”, riccamente indennizzati con le “compensazioni”. Anche quelli che, con la valle del Mercure e i miasmi della centrale, nulla hanno a che fare (vedi i comuni di Lauria -patria dei Pittella brothers !- e Papasidero). Mentre i comuni realmente colpiti –Viggianello e Rotonda- hanno ritenuto e ritengono che i loro territori e la salute dei loro cittadini non siano in vendita. Ma la cosa forse più scandalosa di questa che, se non fosse una tragedia giocata sulla pelle del Parco e delle persone che vi abitano, sarebbe una formidabile farsa, è rappresentata dal fatto –gravissimo- che l’Enel mette fisicamente e ufficialmente piede nel Parco Nazionale del Pollino, entrandovi in maniera padronale. Infatti la sede di questo risibile organismo sarà…proprio la sede dell’Ente Parco e, nel ruolo di Presidente del famigerato Osservatorio, ci sarà… addirittura il Presidente del Parco, Pappaterra. Insomma controllati che controllano i controllori e conflitti di interesse come se piovesse. Basta! E che il Presidente Pappaterra decida definitivamente da che parte stare: con il Parco o contro di esso!
26 luglio 2016
Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio

ELEZIONI AMMINISTRATIVE: TEMPI DURISSIMI PER L’ENEL E I SUOI AMICI

manifestazioneFragorosamente bocciato a Laino Borgo – “patria” geografica della centrale dell’ENEL della Valle del Mercure- il figlio dell’ex sindaco Caterini, che non ha trovato di meglio, in campagna elettorale, che comiziare davanti alla centrale, evidentemente a sottolineare l’assoluta continuità familiare della subordinazione nei confronti dell’azienda elettrica.
Dimissionato dagli elettori l’ormai ex sindaco di Castelluccio Inferiore che ENEL amava portare in giro ed esibire in ogni occasione.
Eletto a Viggianello un nuovo Sindaco che ha già, e in più di un’occasione, chiarito – e senza possibilità di dubbi- la sua posizione nei confronti dell’aggressione industriale al territorio e ai diritti dei cittadini della Valle e del proprio comune in particolare.
Questo è il panorama all’indomani delle elezioni amministrative del 5 giugno.
Assai confortante per noi del Forum “Stefano Gioia”, assai meno per l’ENEL, che esce sconfitta in prima persona dal voto popolare.
Bocciati i “suoi” candidati.
Polverizzata la sua immagine di padre-padrone del territorio, che tutto orienta e decide.
Ancora una volta, la popolazione del Mercure ha mandato un messaggio chiaro e forte, che va ad aggiungersi alle innumerevoli manifestazioni e mobilitazioni contro chi pensa che la Valle del Mercure sia terra di conquista ed i suoi abitanti gente destinata a subire ogni sorta di angherìa.
Già da oggi, comunque, riparte la nostra mobilitazione a tutela della salute, dell’occupazione vera e della sicurezza sociale, messe a rischio dalla improvvida iniziativa dell’ENEL.
A ottobre ci sarà l’udienza del TAR a Catanzaro che discuterà dei quattro ricorsi presentati – tre dalle Associazioni ambientaliste ed uno dai Comuni di Viggianello e Rotonda- contro l’incredibile autorizzazione, ancora una volta “magnanimamente” concessa dalla Regione Calabria. Bocciate le prime due, confidiamo che anche la terza segua identica sorte.
Ma prima di allora, che ENEL valuti bene se continuare con il suo sterile muro-contro-muro a oltranza o ascoltare, finalmente, la volontà popolare e arrendersi all’evidenza: non c’è alcun futuro per la centrale elettrica della Valle del Mercure, se non quella della definitiva chiusura e dello smantellamento.
6 giugno 2016
Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la Tutela della Legalità e del Territorio

Centrale del Mercure: davanti al danno si risponde con bugie e disinformazione

12710769_10208015595295152_5037546156486226223_oLa strategia mediatica di ENEL, quella di divulgare bugie, mescolate a mezze verità,riprende
all’indomani della presentazione dei ricorsi al TAR contro l’ennesima autorizzazione
“farlocca” della Regione Calabria. Autorizzazioni già due volte bocciate dai Tribunali
Amministrativi. E questo è un fatto.
L’ ENEL ha il supporto di tanti Enti e Istituzioni. Supporto a pagamento, visto gli indennizzi
che la società elettrica si è impegnata a pagare un po’ a tutti se la centrale va in funzione. Ma
se l’ENEL paga un indennizzo allora ammette anche che ci sia il danno!
Ricordiamo a qualche smemorato che l’opposizione non viene da uno sparuto gruppo di 30
persone, ma dai residenti nella Valle che hanno manifestato in migliaia davanti alla centrale
almeno 2 volte da quando è cominciata questa vertenza. Ricordiamo anche che i favorevoli
alla centrale sono riusciti a mobilitare “di peso” poche decine di persone, queste sì arroganti e
provenienti da altrove.
Le migliaia di persone hanno manifestato perchè sono preoccupate per la loro salute e per
l’impatto negativo che questa centrale darà all’economia del territorio. Come si può negare
l’evidenza in queste poche ore che la centrale ha funzionato? L’aria è diventata irrespirabile e
i miasmi si diffondono nel territorio circostante raggiungendo anche i centri storici dei
comuni vicini.
Nessuno vorrà andare in vacanza in un Parco Nazionale, patrimonio dell’UNESCO, dove l’aria è
irrespirabile! Che fine faranno le migliaia di persone dell’indotto turistico, del commercio, dei
prodotti tipici, dei servizi connessi?
L’ENEL sa benissimo, e lo sanno anche i bambini, che questo ecomostro non potrà essere
alimentato nel lungo termine con biomassa prodotta localmente, perchè non disponibile nelle
quantità richieste di almeno 15.000 quintali al giorno (!). Si assuma quindi tutta la
responsabilità di aver creato aspettative e incoraggiato investimenti onerosi ad imprenditori
locali, con il rischio di vedere distrutti in pochi anni la disponibilità di legname per consumo
locale, con rovinosa ricaduta negativa sull’economia delle popolazioni locali.
Se poi ENEL vuole far credere che movimentare sul piazzale in modo caotico, avanti e dietro,
sopra e sotto, tonnellate di biomassa in fermentazione bagnata dalle piogge, sia un modello di
alta tecnologia energetica, ci chiediamo se quando asciutta con forte vento non siano costretti
ad inseguirla nei campi circostanti con paletta e secchiello.
Negli ultimi anni l’ENEL si è affannata a pagare studiosi che affermassero la innocuità dei
miasmi prodotti dalla centrale. Adesso che la puzza è intollerabile è abbastanza ridicolo citare
l’ARPA Basilicata che afferma che l’impatto ambientale della centrale è irrilevante
Sono stati tanti gli interventi in Parlamento sulla centrale, di tanti gruppi politici diversi, senza
mai avere risposte concrete. Neanche sulle interrogazioni, assai gravi e circostanziate,
presentate sui rischi di infiltrazione “ndranghetista al seguito della riapertura della centrale.
Rischi denunciati, con nomi e cognomi dalla stampa nazionale e locale. E sui quali ENEL
continua a tacere senza smentire alcunchè.
Noi, le cinquanta Associazioni aderenti al Forum “Stefano Gioia”, siamo per il Parco Nazionale
del Pollino, per le sue incredibili bellezze e per le occasione di crescita e di sviluppo che esso
rappresenta. Non possiamo perciò che essere contro una centrale tra le più grandi d’Europa
che per sopravvivere dovrebbe “ingoiare” centinaia di migliaia di tonnellate di alberi l’anno,
distruggendo foreste, favorendo dissesti idro‐geologici e aggredendo il Parco anche con le
centinaia di camion che dovrebbero portare giornalmente “cibo” per il mostro del Mercure.

Per ulteriori informazioni
Relazione Rabitti‐Casson https://pollinonocentrale.wordpress.com/relazione‐rabitti‐casson/

Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio

Enel e Regione Calabria accendono, noi gliela spegniamo

GrisùLa centrale fuma.In coerente continuità con la Giunta Scopelliti, anche per la Centrale Enel della Valle del Mercure –nel cuore del Parco Nazionale del Pollino-, la Giunta Oliverio (ma non era di centro-sinistra ?) continua la sua (mala)opera, come per altre aggressioni ambientali, in dispregio dei diritti e degli interessi della popolazione della Valle. Cancellato il diritto alla salute, danni gravissimi all’occupazione, aggressione alla preziosa biodiversità del Parco, rischi anche sotto il profilo di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata.
L’autorizzazione all’accensione della centrale, effettuata proditoriamente dalla Regione Calabria è un gesto grave e inescusabile di attacco al territorio e di subalternità ai poteri forti, in questo caso rappresentato dalla multinazionale dell’energia.
Se si vuole uccidere il Parco più grande d’Europa, che si abbia il coraggio di decretarlo formalmente, senza limitarsi a farlo nei fatti. E magari diamone comunicazione anche all’UNESCO, che lo ha ingenuamente designato a patrimonio dell’Umanità, anziché affidarlo alla diretta gestione dell’Enel…
Le responsabilità politiche sono, con ogni evidenza, assai gravi: la politica ha abdicato alle sue funzioni e alle sue responsabilità, e assai gravi sono le responsabilità del Commissario al Parco, Mimmo Pappaterra, uno dei più sfrenati sostenitori degli interessi dell’Enel.
Ma, come già accaduto in passato, anche questa volta, le popolazioni della valle -e noi al loro fianco- con le Istituzioni che le rappresentano, non staranno certo con le mani in mano.
La centrale è stata spenta una volta, lo sarà ancora. Legalità e giustizia coincidono: una megacentrale in un Parco Nazionale non ci può stare. E non ci può stare tanto più con tutte le autorizzazioni ambientali incomplete o scadute e un iter autorizzativo che fa acqua da tutte le parti..
E’ già imminente la presentazione al TAR di Catanzaro dei ricorsi amministrativi contro l’autorizzazione emessa dalla Regione Calabria, ricorsi già accolti in passato dai Magistrati.
In ogni caso, stiano pur certi Enel & “soci” che, come abbiamo più volte ribadito, questa oscura e torbida vicenda prevede una sola conclusione: lo spegnimento prima e lo smantellamento dopo di quell’ammasso rugginoso noto come centrale del Mercure.

Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio

“non si può sconfiggere chi non si arrende mai”

L’opposizione al decreto pro centrale Enel della valle del Mercure è già cominciato

quarto-stato-disegnoProprio all’indomani della consacrazione del Parco del Pollino a sito UNESCO, cioè patrimonio dell’Umanità, la Regione Calabria non si nega l’ennesima figuraccia nel dare una ben miserabile immagine di sé, licenziando, a firma di oscuri ed iper-sbrigativi funzionari regionali, la terza autorizzazione alla centrale Enel della valle del Mercure.
Le prime due, infatti, sono già state cassate dalla giustizia amministrativa che ben presto, avrà modo di occuparsi anche di questa. Il Forum “Stefano Gioia” ricorrerà alle vie legali immediatamente –e le clamorose incongruità del decreto autorizzativo, in cui non si è nemmeno tenuto conto delle prescrizioni della deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono già del tutto evidenti-, per salvaguardare diritti e interessi non soltanto delle popolazioni della Valle, ma dell’intera Calabria e Basilicata.
Salute, ambiente, lavoro, contrasto alla criminalità organizzata, sono infatti beni comuni non negoziabili che, con questo atto, la Regione Calabria mette nuovamente in discussione. Né la politica può immaginare di nascondersi dietro le firme di due burocrati.
Le sue pesanti responsabilità, proprio mentre a Parigi si svolge la Conferenza mondiale sul Clima ed al nostro paese viene riconosciuto il triste primato europeo di decessi dovuti all’inquinamento ambientale, sono a tutti evidenti; il Presidente Oliverio non può certo far finta che uno scandalo del genere, che assurge a cattivo esempio -nazionale e oltre- di aggressione territoriale ad un’area iper-protetta da fondamentali norme della Comunità europea, di antidemocratica imposizione a popolazioni pacifiche e laboriose, di supina subalternità a poteri forti e oscuri, possa passare come “atto dovuto” da parte dei novelli “azzeccagarbugli” degli uffici regionali. Il suo ostentato disinteresse e il suo ostinato mutismo sull’argomento, che contrastano clamorosamente con le surrettizie attività di supporto ai voleri dell’Enel, sono del tutto eloquenti.
Che Enel e i suoi “amici” non si facciano, comunque, alcuna illusione, la nuova battaglia per la legalità e i diritti delle popolazioni della Valle è già iniziata e continuerà nelle aule dei tribunali e nelle piazze dei Comuni del Mercure, e non solo. La mobilitazione popolare è in atto, per difendere diritti sacrosanti. E l’esito di questo ormai ultradecennale, cinico tentativo di aggressione rimane scontato: lo smantellamento di quel rottame rugginoso chiamato centrale Enel della valle del Mercure.

2 dicembre 2015

Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio