Ennesima aggressione al Parco del Pollino

Il taglio illegale di ben 113 piante di proprietà del Comune di Morano Calabro, in un’area (messa sotto sequestro dalle Forze dell’Ordine) interna al Parco Nazionale del Pollino è una cosa gravissima e inquietante. Gravissima perché è andato distrutto un patrimonio comune e con esso uno scorcio paesaggistico ed ambientale di grandissimo valore. Inquietante perché quanto successo pone interrogativi e conferma timori. Anzitutto, come è possibile tagliare così tanti alberi, addirittura in un’area protetta, senza che nessuno se ne accorga ? E l’Ente Parco Nazionale del Pollino non potrebbe -o non dovrebbe- vigilare meglio ? Quali sono le iniziative che, sempre il Parco, ha varato per evitare non soltanto i tagli boschivi illegali, ma per minimizzare –con gli appositi indennizzi- anche quelli dei privati che, comunque, di fatto, danneggiano un Bene Comune ? E, infine, dove vanno a finire queste migliaia di tonnellate di legname se non ad alimentare il mercato –legale e illegale- delle biomasse ? Come Forum che riunisce Associazioni e Comitati calabresi e lucani che da quindici anni si battono contro l’ecomostro della centrale Enel della valle del Mercure, ci viene, inoltre, naturale chiederci quale ruolo giochi, in tutto questo, la presenza, nel cuore del Parco, di una mega centrale che ogni anno divora 340.000 (!) tonnellate di alberi. E, a tal proposito, vogliamo denunciare pubblicamente, ancora una volta, il grave comportamento dell’Enel che, con sfacciata evidenza, continua a non onorare gli impegni che aveva sottoscritto. Nello specifico, continua a non comunicare l’aggiornamento proprio della lista dei fornitori delle biomasse e le quantità, la provenienza, la natura delle biomasse stesse. Certamente l’argomento è di quelli potenzialmente imbarazzanti, dopo le polemiche sorte, addirittura a livello nazionale, sulle possibili infiltrazioni della malavita organizzata tra i fornitori dell’Enel e dopo che, nel giugno 2015 , il titolare di una ditta fornitrice è stato ucciso in un agguato giudicato da molti organi di informazione di stampo mafioso. Il tutto nel silenzio di quanti (Regioni Calabria e Basilicata, Ente Parco, Comuni, Sindacati) sono pronti a incassare i benefici –economici e non- derivanti dal famoso e famigerato “Accordo di Compensazione” siglato con l’Enel, ma sono assai meno solleciti a pretendere il rispetto di impegni presi.
15 marzo 2017
Forum “Stefano Gioia”
delle Associazioni e Comitati calabresi e lucani
per la tutela della Legalità e del Territorio

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